Cosa succede durante la visita ginecologica di controllo?

Denis Faoro • 24 luglio 2026

Una visita di controllo può essere vissuta in modi molto diversi: per alcune è una routine familiare, per altre è la prima visita in uno studio ginecologico o l’occasione per affrontare questioni rimandate da tempo. Cosa succede durante una visita ginecologica di controllo? L’obiettivo principale è seguire con attenzione la vostra salute, individuare tempestivamente eventuali cambiamenti e dedicare spazio alle tematiche che vi stanno particolarmente a cuore.

Una buona prevenzione non segue un percorso rigido. Sono la sua età, i suoi disturbi, la fase della vita in cui si trova, le patologie pregresse, la storia familiare e le sue esigenze a determinare quali colloqui ed esami siano opportuni. Nulla dovrebbe avvenire senza il suo consenso.


Cosa succede durante la visita ginecologica di controllo?

Di norma, la visita inizia con un colloquio personale. Il medico vi chiederà, ad esempio, informazioni sul ciclo mestruale, sulle emorragie, sui dolori, sulle perdite vaginali, sulla contraccezione, sul desiderio di avere figli, sulla vita sessuale, sui farmaci assunti e sulle patologie note. Anche eventuali alterazioni al seno, disturbi durante la minzione, domande sulla menopausa o una predisposizione familiare al cancro al seno o alle ovaie possono essere importanti.

Siete voi a decidere di cosa volete parlare. Soprattutto quando si tratta di esperienze molto intime o traumatiche, occorrono tempo, chiarezza e un ambiente protetto. Potete dire in qualsiasi momento se una domanda vi sembra troppo personale o se non desiderate sottoporvi a un esame. La prevenzione medica è efficace solo se è scientificamente fondata e vi fa sentire rispettati.

Dopo il colloquio, a seconda del motivo della visita, seguirà una visita medica. Per questo potrà cambiarsi in tutta tranquillità. Un foulard o una gonna lunga possono essere d’aiuto se sentirsi più coperti la fa sentire più a suo agio. Non esiti a chiedere in anticipo quali procedure sono previste e perché.


L'esame degli organi genitali esterni e interni

In primo luogo, viene spesso esaminata la regione genitale esterna. In questa fase, il medico presta attenzione, ad esempio, a alterazioni cutanee, segni di infiammazione, piccole lesioni o anomalie che potrebbero spiegare prurito, bruciore o dolore.

Per l’esame della vagina e della cervice è possibile utilizzare uno speculum. Questo strumento allarga delicatamente le pareti vaginali per rendere visibile la cervice. La sensazione può risultare insolita, ma non dovrebbe provocare dolore intenso. Avvisateci immediatamente se avvertite pressione, dolore o ansia. Spesso può essere d’aiuto utilizzare uno speculum di dimensioni diverse, procedere più lentamente, cambiare posizione o interrompere l’esame.

Durante un esame palpatorio, l’utero e le ovaie vengono valutati sia attraverso la vagina che, contemporaneamente, attraverso la parete addominale. In questo modo è possibile individuare, ad esempio, dolori alla pressione, un ingrossamento dell’utero o cisti di grandi dimensioni. Questo esame non è necessario in ogni fase della vita né ad ogni visita. Nelle adolescenti o nelle persone senza disturbi vaginali, spesso si dà priorità al colloquio; un esame interno viene effettuato solo per motivi medici e previo consenso.


Striscio: quando è opportuno sottoporsi al Pap test e al test HPV

Un prelievo dalla cervice serve alla diagnosi precoce di alterazioni cellulari che, se non trattate, possono portare allo sviluppo del cancro del collo dell’utero nel corso di molti anni. Il Pap test consiste nell’esame delle cellule. Il test HPV rileva la presenza di determinati papillomavirus umani, responsabili della maggior parte dei casi di cancro del collo dell’utero.

La necessità di sottoporsi a un test e la frequenza con cui è consigliabile farlo dipendono dall’età, dai risultati precedenti, dallo stato vaccinale, dai rischi individuali e dalle raccomandazioni vigenti. Il pap test non fa quindi automaticamente parte di ogni visita di controllo. Inoltre, un risultato anomalo non implica automaticamente la presenza di un tumore. Spesso si tratta di alterazioni transitorie che devono essere monitorate o approfondite in modo mirato.

Se è previsto un pap test, può essere utile non fissare l’appuntamento proprio durante un ciclo mestruale particolarmente abbondante. In caso di disturbi acuti, ovviamente, l’esame ha comunque la priorità.


Prevenzione del cancro al seno: esame attento, accertamenti mirati

Il seno viene valutato durante il colloquio e, se necessario, tramite palpazione. Il medico presta attenzione alla presenza di noduli, indurimenti, alterazioni della pelle o del capezzolo, nonché a linfonodi ingrossati. Siete voi stesse a conoscere meglio il vostro seno: un’alterazione di nuova comparsa rilevabile alla palpazione, un incavamento della pelle o del capezzolo, una secrezione sanguinolenta o un’alterazione persistente su un solo lato dovrebbero essere valutati tempestivamente da un medico.

Non tutti i cambiamenti sono maligni. Le oscillazioni ormonali, le cisti o i noduli benigni sono frequenti. La necessità di sottoporsi a un’ecografia, a una mammografia o a ulteriori accertamenti dipende dai risultati dell’esame, dall’età, dalla densità mammaria e dal rischio personale. In caso di casi familiari di tumore al seno o alle ovaie, può essere utile ricorrere a una consulenza genetica.


Ecografia e analisi di laboratorio: non la routine fine a se stessa

Un’ecografia vaginale consente di visualizzare con estrema precisione l’utero, l’endometrio e le ovaie. È particolarmente utile in caso di dolori, emorragie abbondanti o irregolari, risultati anomali alla palpazione, fibromi, endometriosi  o cisti, nonché in caso di domande relative al desiderio di avere figli e alla menopausa. Tuttavia, non è sempre necessario come esame di routine in occasione di ogni visita di controllo in assenza di disturbi.

Lo stesso vale per gli esami del sangue e i tamponi per le infezioni sessualmente trasmissibili. Un test per la clamidia, la gonorrea, l’HIV o altre infezioni può essere molto utile, ad esempio in caso di disturbi, di un nuovo rapporto sessuale, di rapporti non protetti o di una gravidanza. È meglio discutere in modo riservato e senza giudizi quale esame sia più adatto.


Con quale frequenza è consigliabile sottoporsi a visite ginecologiche preventive?

Molte pazienti fissano un appuntamento una volta all’anno per discutere delle loro domande, dei loro disturbi e delle questioni relative alla prevenzione. La frequenza più adatta varia però da persona a persona. Chi ha già avuto risultati anomali o soffre di una malattia cronica come  l’endometriosi, utilizza contraccettivi ormonali o sviluppa nuovi disturbi durante la menopausa, potrebbe necessitare di un accompagnamento diverso rispetto a chi non presenta sintomi né rischi particolari.

È importante anche distinguere tra prevenzione e accertamento. In caso di nuovi dolori intensi, sanguinamenti dopo la menopausa, sanguinamenti dopo i rapporti sessuali, perdite vaginali anomale, un nodulo al seno o una sensazione persistente di pressione nella zona pelvica, non si dovrebbe attendere fino alla prossima visita di routine. In questi casi è necessaria una valutazione diagnostica tempestiva.


I vostri diritti durante l'indagine

Prima di ogni fase, le verrà spiegato cosa verrà esaminato e quali sono i benefici dell’esame. Il suo consenso può essere revocato in qualsiasi momento, anche nel corso della visita. Può chiedere una pausa, farsi accompagnare da qualcuno, pianificare un esame in più fasi o richiedere un secondo parere.

Se avete subito violenze sessuali, provate dolore durante la penetrazione, siete molto tesi o avete avuto esperienze negative in ambito medico, comunicatelo solo nella misura in cui vi sentite a vostro agio nel farlo. Anche una breve indicazione permette all’équipe medica di procedere con particolare delicatezza. La vostra dignità e il vostro senso di sicurezza non sono aspetti secondari, ma fanno parte di un’assistenza medica di qualità.


Ecco come prepararsi all'appuntamento

Di solito non è necessaria una preparazione particolare. Può essere utile annotare in anticipo le domande e conoscere la data del primo giorno dell’ultimo ciclo mestruale. Se disponibili, porti con sé informazioni relative a farmaci, allergie, referti precedenti o casi di cancro in famiglia. Se desiderate discutere di contraccezione, il desiderio di avere figli o eventuali disturbi, annoti anche quando si manifestano e cosa li aggrava o li allevia.

Presso lo studio medico Seeblick l’attenzione non è rivolta a una visita standard il più rapida possibile, bensì a una consulenza professionale, accurata e personalizzata. La prevenzione deve fornirvi un punto di riferimento e deve includere proprio quelle domande per le quali nella vita quotidiana non si trova mai il momento giusto.


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